Qualche settimana fa, un venerdì ha cominciato a nevicare.
Nel timore di restare bloccato in città a causa della neve, ho preferito uscire in anticipo dal lavoro e salire in autobus nella speranza di tornare a casa ad un orario semi-decente.
Nonostante la neve scendesse a fitti fiocchi, le strade non erano affatto impraticabili e così, per un puro colpo di fortuna, mi sono ritrovato a terminare il viaggio di ritorno ben prima delle quattro.
Per un altro colpo di fortuna, quella mattina avevo portato con me la mia fida reflex e ho così deciso, vista l'ora, di dirigermi verso casa passando per il parco nella speranza di fare qualche foto interessante.
La neve mi ha sempre affascinato ma ora, forse a causa della mia acuita attenzione per le forme, cominciavo a chiedermi perchè una scena innevata fosse così intrigante e fotogenica.
Eppure, a rifletterci, avrebbe dovuto essere proprio il contrario: la neve cancella i colori e nasconde i fili d'erba, le foglie, le pieghe del terreno.
Come poteva essere così affascinate una scena resa così povera dalla bianca coltre?
Ed è stato in quel momento che tutto ciò che avevo letto di fotografia negli ultimi due anni ha cominciato a diventarmi improvvisamente più chiaro.
"In fotografia, meno spesso è di più".
In tutti i manuali, di qualsiasi livello, si consiglia sempre di semplificare l'inquadratura, di includere solamente ciò che è necessario per quello che si vuole comunicare.
Ed ecco che, improvvisamente, era chiaro che proprio il rimuovere i dettagli ed i colori era ciò che rendeva le scene innevate così interessanti.
Tolte tutte le distrazioni inutili, davanti ai miei occhi apparivano solo le forme ed i motivi essenziali della scena, senza che dettagli irrilevanti come la trame della corteccia di un albero potessero deviare la mia attenzione.
| Tre cerbiatti sulla neve |
In una giornata di sole, magari in autunno, una foto come quella qui sopra avrebbe potuto voler dire qualsiasi cosa. Magari avrebbe voluto essere la foto dei colori dell'autunno, magari della possenza dell'albero, magari erano i cerbiatti.
Invece, sotto la neve e sostanzialmente monocromatica, riesce in modo molto più efficace a trasmettere la sensazione di contemplazione e di calma che era mia intenzione trasmettere.
| Reiette |
Questa foto la scattai a maggio, durante una rievocazione storica, e le figuranti rappresentavano i tintori di stoffa che, a causa dell'urina utilizzata per tingere i tessuti, erano emarginati per il cattivo odore che emanavano.
Il colore avrebbe aggiunto qualcosa, all'idea che la foto vuole suggerire? Io credo che, proprio come nel caso della neve, l'aver rimosso un dettaglio insignificante ma fortemente distraente renda l'immagine molto più intensa.
Da alcuni miei compagni di fotografia mi è stato suggerito che se una delle ragazze avesse guardato in macchina la foto sarebbe stata ancora migliore.
Forse hanno ragione, ma io sono dell'idea che (ancora) aver rimosso una componente così importante come un viso renda la foto migliore perchè, oltre a trasmettere l'emarginazione, trasmette anche l'omologazione di questi reietti: essi non hanno un nome, sono tutti uguali, tutti ugualmente disprezzati.
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| Lo scricchiolio del mondo |
E quel riflesso viene minacciato da un'incrinatura che minaccia di allargarsi sempre di più e mandarci in frantumi la terra sotto i piedi.
Ci fossero state delle nuvole, sullo sfondo, la foto sarebbe stata migliore?
Ancora una volta, io non credo: un fondale più movimentato avrebbe catturato l'attenzione e distratto dal messaggio della foto.
La fotografia è un linguaggio menomato, primo di parole, di tridimensionalità, di profumi, di suoni.
E forse è proprio questa menomazione la sua forza, perchè permette di rendere partecipe l'osservatore e spingerlo a completare il messaggio, a riempire l'immagine con i propri pensieri e le proprie emozioni.
Ma se la foto è caotica e confusa tra mille stimoli, chi osserva difficilmente riuscirà a creare una storia da cucire addosso a ciò che vede perchè, in effetti, vedrà troppo e la storia da creare diventerebbe troppo complessa e caotica a sua volta.
La neve, però, svuota le immagini dei dettagli irrilevanti. E ci rende possibile creare una storia.
| Il sentiero |
